DUEMILALIBRI

  • Emilio Barbarani Emilio Barbarani (Verona, 1940) è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1966 e in Scienze Politiche all’Università di Roma nel 1982. Superate le prove d’esame del concorso diplomatico nell’ottobre del 1967, è stato assegnato inizialmente alla Direzione Generale Emigrazione, quindi alla Direzione Generale Personale. Ha ricoperto l’incarico di primo segretario e di consigliere di legazione a Londra. Promosso consigliere d’ambasciata il 1° luglio 1982, è stato destinato con l’incarico di primo consigliere ad Atene nel 1984 e a Belgrado nel 1987. È stato nominato Ministro Plenipotenziario, passando in seguito alle dirette dipendenze del direttore generale degli Affari Politici. A partire dal 1994 ha svolto a Madrid la funzione di Ministro Consigliere, prima di essere nominato nel 1998 ambasciatore a Santiago del Cile. Ha concluso la sua carriera come ambasciatore a Lisbona. 

    Ha pubblicato Adiós, Pampa Querida, Aliberti Editore, 2007; Chi ha ucciso Lumi Videla? Il golpe di Pinochet, la diplomazia italiana e i retroscena di un delitto, Mursia, 2012, con prefazione di Giorgio Galli.

  • Giovanni Bignami Giovanni Bignami (Desio, 1944), è tra i più importanti fisici italiani. Nel 2007 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. Nel 2009 è stato nominato Accademico delle scienze di Francia, una delle società scientifiche più famose del mondo. 

    Si laurea in fisica nel 1968 all'Università di Milano, da allora si occupa di ricerca spaziale, partecipando alle principali attività in tale campo in Italia, Europa e Stati Uniti dagli anni Settanta ad oggi. Ha partecipato attivamente alla progettazione e costruzione di numerosi satelliti scientifici. È stato nominato Principal Investigator della missione XMM-Newton dell'ESA. Dalle collaborazioni con le missioni COS-B e XMM-Newton, è derivata una delle sue principali scoperte scientifiche: la stella di neutroni Geminga. È stato anche Direttore Scientifico dell'Agenzia Spaziale Italiana dove ha avviato, tra l'altro, il programma di piccole missioni dell'ASI. È stato Direttore del Centre d'Etude Spatiale des Rayonnements a Tolosa, uno dei centri spaziali più importanti di Francia. È stato chiamato a far parte del Comitato di Valutazione della Ricerca dell'Agenzia spaziale francese (CNES). È stato Presidente dello Space Science Advisory Committee (SSAC) della Agenzia Spaziale Europea. 

    Ha pubblicato, fra l’altro, La storia nello spazio, Mursia, 2001; L’esplorazione dello spazio, il Mulino, 2006; I marziani siamo noi, Zanichelli, 2010, da cui è stata tratta l’omonima serie per SKY/National Geographic Channel; Cosa resta da scoprire, Mondadori, 2011.

  • Edoardo Boncinelli Edoardo Boncinelli (Rodi, 1941) è professore di Biologia e Genetica presso l'Università Vita-Salute di Milano. Ha dato dei contributi fondamentali alla comprensione dei meccanismi biologici dello sviluppo embrionale degli animali superiori e dell’uomo. E’ stato fra i primi, nel 1985, a comprendere il significato delle nuove scoperte sul controllo genetico dello sviluppo della drosofila e ad estenderle allo studio degli esseri umani. Con il suo gruppo di lavoro ha individuato e caratterizzato una famiglia di geni, detti omeogèni, che controllano il corretto sviluppo del corpo, dalla testa al coccige. Queste scoperte sono riconosciute come una pietra miliare della biologia di questo secolo, se non della biologia di tutti i tempi. A partire dal 1991 si e’ poi dedicato alla studio del cervello e della corteccia cerebrale individuando altre due famiglie geniche che giocano un ruolo cruciale in questi processi. Ha mostrato inoltre come tutto questo possa avere delle applicazioni mediche sia immediate sia a piu' lunga scadenza. E' membro dell'Accademia Europaea e dell'EMBO, l'Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare, ed è stato Presidente della Societa' Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare. Nel 2005 ha ricevuto l'EMBO Award for Communication in the Life Sciences. E' inoltre membro dell'AGI (Associazione Genetica Italiana), della SIBBM (Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare), di cui è stato presidente, dell'AIGM (Associazione Italiana di Genetica Medica) e dell'ABCD (Associazione di Biologia Cellulare e del Differenziamento). Ha fatto parte dello Steering Committee del Programme for Developmental Biology della ESF (European Science Foundation), del Course Committee e del Council dell'EMBO e di molti comitati ad hoc istituiti dalla Comunita' Europea (EC), dall'Human Frontiers Scientific Program (HFSP) e dalla NATO. Ha fatto parte della Commissione per l’uso delle Cellule Staminali istituita nel 2000 dal Ministero della Sanità.        

    Ha scritto A caccia di geni, Di Renzo Editore; I nostri geni, Einaudi; Il cervello, la mente e l'anima, Mondadori; Le Forme della Vita, Einaudi, 2000; Prima lezione di biologia, Laterza, 2001; Genoma: il grande libro dell’uomo, Mondatori, 2001; Io sono tu sei, Mondadori, 2002; Tempo delle cose, tempo della vita, tempo dell'anima, Laterza, 2003; Il posto della scienza, Mondadori, 2004; Verso l'immortalità?, Cortina, 2005 con Galeazzo Sciarretta; Sani per scelta, “Corriere della Sera”, 2005; Prodigi quotidiani, Boroli; L'anima della tecnica, Rizzoli, 2006; La magia della scienza, Archinto, 2006; Idee per diventare genetista, Zanichelli, 2006. Il Male, Mondadori, 2007; L'etica della vita, Rizzoli, 2008; Dialogo su Etica e Scienza, con Emanuele Severino, Editrice San Raffaele, 2008. Collabora a “Le Scienze” e al “Corriere della Sera”.

  • Nicoletta Bortolotti Nicoletta Bortolotti è autrice, copy-editor, ghost writer, talento letterario indiscusso che si è districato in vari generi letterari e che ha dato ampio spazio alla propria istintività creativa.

    Nasce in Svizzera, ma è italiana d'adozione, vive a Milano e lavora presso Mondadori, dopo aver cambiato molte attività e occupazioni. Si occupa della parte redazionale che riguarda i lavori dedicati alle collane per ragazzi, ma non solo. E' autrice di diversi libri, ha pubblicato per le case editrici italiane più importanti: Mondadori, Baldini & Castoldi e Sperling & Kupfer.

    Tra i suoi libri segnaliamo: il libro di genere umoristico Neomamme allo stato brado, Baldini & Castoldi Dalai, 2005; Il filo di Cloe, Sperling & Kupfer, 2007; E qualcosa rimane, Sperling & Kupfer, 2012.

  • Giuseppe Bortoluzzi Giuseppe Bortoluzzi, nato sul finire del primo conflitto mondiale, è veneziano e poi giramondo sino al traguardo di Varese. Ufficiale degli Alpini è stato internato in Germania per due anni, in quanto rifiutò le lusinghe e gli sconti repubblichini.
    Laureato in legge a Pavia, la sorte ha poi voluto che diventasse notaio e il suo scrivere, per anni, è stato uno scrivere occasionale che negli anni è divenuto, però, più consistente. Ha così pubblicato una piccola raccolta di poesie in dialetto veneziano Buta cò nevega (L.V.G. Azzate 1990) e, successivamente, nel 2005, con la prefazione di Cesare Segre, la silloge poetica Scusi, è lei la mia poesia?, Scheiwiller. Ha dato ancora alle stampe un diario di prigionia Una storia lunga due anni, 1993, e con riferimento all'altra sua passione d'arte, la fotografia, Alberi e Montagne, Scheiwiller, 1987, con prefazione di Carlo Bertelli, e, Diario per immagini, Valdonega 1998 con scritti di C. Bertelli, L. Erba, D. Isella, V. Sereni e G. Panza.

  • Franco Buffoni Franco Buffoni (Gallarate, 1948) vive a Roma ed è un giornalista pubblicista e professore ordinario di Critica Letteraria e Letterature Comparate. Ha insegnato nelle università di Parma, Bergamo, Milano IULM, Torino, Cassino. È stato rappresentante del governo italiano a Bruxelles in qualità di “esperto designato” sia nel progetto Arianne sia nel progetto Cultura 2000. È membro della commissione nazionale per i Premi Nazionali per la Traduzione.

    Esordisce come poeta nel 1978 su “Paragone” presentato da Giovanni Raboni. Ha pubblicato le raccolte di poesia Nell'acqua degli occhi, Guanda, 1979; I tre desideri, San Marco dei Giustiniani, 1984; Quaranta a quindici, Crocetti, 1987; Scuola di Atene, Arzanà, 1991; Adidas. Poesie scelte 1975-1990, Pieraldo editore, 1993; Suora carmelitana, Guanda, 1997; Songs of Spring, Marcos y Marcos, 1999; Il profilo del Rosa, Mondadori, 2000; Theios, Interlinea, 2001; Del Maestro in bottega, Empiria, 2002; Guerra, Mondadori, 2005; Croci rosse e mezze lune. Quaderni di Orfeo, Como 2007; Noi e loro, Donzelli 2008; Roma, Guanda, 2009; Poesie 1975-2012, Oscar Mondadori, 2012.

    Nel 1989 ha fondato e tuttora dirige il semestrale di teoria e pratica della traduzione letteraria "Testo a fronte".
    Per Marcos y Marcos ha curato i volumi Ritmologia, 2002; La traduzione del testo poetico, 2004.

    Per Mondadori ha tradotto Poeti romantici inglesi, 2005 e curato opere di Byron, Coleridge, Wilde, Kipling.

    È autore di Più luce, padre. Dialogo su Dio, la guerra e l’omosessualità, Sossella, 2006; dei romanzi Reperto 74, Zona, 2008; Zamel, Marcos y Marcos, 2009; del pamphlet Laico alfabeto in salsa gay piccante, Transeuropa, 2010; dei saggi Con il testo a fronte. Indagine sul tradurre e l’essere tradotti, Interlinea, 2007; L’ipotesi di Malin. Studio su Auden critico-poeta, Marcos y Marcos, 2007; Mid Atlantic. Teatro e poesia nel Novecento angloamericano,Effigie, 2007.

  • Ferruccio De Bortoli Ferruccio De Bortoli (Milano, 1953) esordisce come giornalista professionista a vent'anni per il "Corriere dei ragazzi". Successivamente scrive per il "Corriere di Informazione", "Corriere della sera" e "L'Europeo". Nel frattempo perfeziona i suoi studi e consegue la laurea in Giurisprudenza all'Università Statale di Milano.

    Torna al "Corriere della sera" nel 1987 come caporedattore del settore economia. Nel 1993 il direttore Paolo Mieli promuove Ferruccio De Bortoli vicedirettore, pochi anni dopo, nel 1997,  ne assume la guida.

    Il direttore De Bortoli firma le pagine del giornale per sei anni intensi: durante la sua reggenza affronta la scomparsa di uno dei più importanti giornalisti italiani di sempre, Indro Montanelli, e di Maria Grazia Cutuli, giornalista uccisa in un attentato in Pakistan nel 2001.

    Durante questi anni De Bortoli gestisce le notizie relative agli attentati dell'11 settembre 2001, si reca a New York per chiedere alla scrittrice e giornalista Oriana Fallaci di tornare a scrivere articoli, dopo undici anni di silenzio. Il 29 settembre 2001 uscirà sul "Corriere della sera" l'articolo di Oriana Fallaci La rabbia e l'orgoglio, a cui seguirà l'omonimo libro.

    Ferruccio De Bortoli lascia il quotidiano di via Solferino nel maggio 2003, dichiarando ufficialmente che la causa risiederebbe in ragioni private, ma che in realtà sarebbero da ricondurre a una conflittualità con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il quale avrebbe mosso pressioni sulla direzione del giornale.

    Lasciato il "Corriere della sera" resta in casa Rizzoli assumendo l'incarico di amministratore delegato di Rcs Libri. Dopo un periodo da editorialista per La Stampa, nel 2005 assume la direzione de "Il Sole 24 Ore".

    Dopo un periodo di discussioni politiche sul cambio dei vertici Rai, all'inizio del mese di marzo 2009 viene offerta a Ferruccio De Bortoli la carica di presidente della Rai, ma rifiuta per rimanere al "Sole 24 Ore". Poche settimane dopo lascia comunque la direzione del quotidiano economico, per diventare - dal 30 marzo 2009 - il nuovo direttore del "Corriere della Sera".

  • Federico Del Tredici (Busto Arsizio, 1978) è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Storiche dell'Università degli Studi di Milano.
    Suo principale tema di studio sono le campagne milanesi d'età visconteo-sforzesca. Tra le sue pubblicazioni recenti è il saggio Lombardy under the Visconti and the  Sforza  compreso nel volume The Italian Renaissance State edito dalla Cambridge University Press.

  • Fulvio Ervas Nasce in riva al Piave il 23 luglio 1955, senza sapere che Einstein era appena morto. Quando ne avrà coscienza, si iscriverà a un liceo con l'idea di costruirsi una cultura scientifica. Attratto da tutti gli animali diversi dall'uomo, si laurea in scienze agrarie, con un'inquietante tesi sulla Salvaguardia della mucca Burlina. Insegna scienze naturali nell'Impero della pubblica istruzione, e di questo racconta in Follia docente, ma è assediato da altre storie. Per strada, nell'orto, vicende e personaggi gli si affollano in testa e non gli danno pace finché non si sentono in salvo su una pagina. Insieme alla sorella Luisa ha pubblicato La lotteria (Premio Calvino 2001) e Succulente. Con Commesse di Treviso invece ha dato vita a uno dei più curiosi e divertenti ispettori della pagina scritta, l'ispettore Stucky, mezzo persiano mezzo veneto, e a una serie di storie dove il sangue scorre più nelle vene che nei marciapiedi, dove c'è più umanità che assassini e tanta ironia per raccontare le bellezze e le contraddizioni di un NordEst in continua trasformazione. Lo stesso personaggio gli ha ispirato Pinguini arrosto, Buffalo Bill a Venezia, Finché c'è prosecco c'è speranza e L'amore è idrosolubile, facendogli conquistare i lettori di tutt'Italia.

    Oggi Fulvio vive vicino a Treviso con la famiglia e un numero crescente di animali domestici.

  • Costantino Esposito Costantino Esposito (Bari, 1955), dal 2000 è Professore ordinario di Storia della filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari Aldo Moro. I suoi principali interessi di ricerca riguardano: il pensiero di Martin Heidegger; la filosofia di Immanuel Kant; l’opera metafisica di Francisco Suárez.

    Tra le sue pubblicazioni: Il fenomeno dell’essere. Fenomenologia e ontologia in Heidegger,1984; Heidegger. Storia e fenomenologia del possibile,1992.

    Ha tenuto conferenze, relazioni e seminari in Europa, negli USA, in America latina e in Giappone. Ha tenuto alcuni corsi di Dottorato presso l’Università Cattolica di Buenos Aires (Argentina), l’Università Cattolica di Santa Fe (Argentina) e l’Università “Sedes Sapientiae” di Lima (Perù). È Distinguished Visiting Scholar Professor dello UCLA “Center for Medieval and Renaissance Studies”, Los Angeles, CA.

    Dal 2000 dirige (con P. Porro) la rivista internazionale “Quaestio. Annuario di storia della metafisica”. Tra i libri fino ad ora pubblicati Finito infinito, 2002; Bellezza e realtà, 2003; Felicità e desiderio, 2004; Errare è umano, 2005; Il potere della libertà, 2008.

    La sua ultima pubblicazione è una raccolta di saggi dal titolo: Una ragione inquieta. Interventi e riflessioni nelle pieghe del nostro tempo, 2011.

  • Giuseppe Fimmanò, nato a Sinopoli (RC) nel 1947, è laureato in chimica industriale. È insegnate all’I.S.I.S. “A. Ponti” di Gallarate. Studioso di storia locale, ha realizzato interessanti pubblicazioni relative ai terriori lombardi e calabresi.

    Pubblicazioni di storia crennese con Alberto Guenzani: Crenna, il paese sulla collina – Quando Crenna era Comune autonomo, Ed. Lazzati, 2005; Tra campi, boschi e vigneti… Ronchi, Bettolino, Moriggia ed il territorio dell’ex Comune di Crenna nel passato, Tipografia Varesina, 2008; Crenna, il belvedere di Gallarate – Dal 1922 al 1960: un quarantennio di ricordi e di storia, Ed. LAzzati, 2012.

  • Alberto Guenzani, nato a Gallarate nel 1947, è ingegnere civile. Da oltre trent’anni si interessa di storia locale dell’area varesina ed alto milanese. È autore di numerose pubblicazioni.

    Pubblicazioni di storia crennese con Giuseppe Fimmanò: Crenna, il paese sulla collina – Quando Crenna era Comune autonomo, Ed. Lazati, 2005; Tra campi, boschi e vigneti… Ronchi, Bettolino, Moriggia ed il territorio dell’ex Comune di Crenna nel passato, Tipografia Varesina, 2008; Crenna, il belvedere di Gallarate – Dal 1922 al 1960: un quarantennio di ricordi e di storia, Ed. LAzzati, 2012.

  • Andrea Kalajzic (1966) è laureato in Economia e Commercio presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi dell’Insubria con una tesi di teoria monetaria sulla natura endogena dell’offerta di moneta.

    Ha pubblicato Crisi economica ed economia varesina, Insubria University Press, 2012.

  • Umberto Longoni Umberto Longoni, psicologo, sociologo e scrittore, da sempre ha affiancato alla libera professione di psicologo la collaborazione alle più diffuse riviste femminili di noti gruppi editoriali italiani . Ha pubblicato libri, romanzi, saggi e manuali di argomenti diversi, tra cui Come farsi conquistare dalle donne, De Vecchi; Questione di testa, Calderini, 1995; Lo sport invisibile, Calderini, 2001; I sette passi della corsa, Rizzoli, 2008; Il canto del Fiume Perduto, Marna, 2009; Istruzioni di sano egoismo, Franco Angeli, 2011; Gli uomini non sono desideri, Franco Angeli, 2012; Gli alberi non ingrassano, Franco Angeli, 2012. 

    Nel 2010 è stato segnalato tra i vincitori del 43° Premio H.C. Andersen di Sestri Levante, con la favola La monetina della fantasia.

  • Cardinale Carlo Maria Martini Carlo Maria Martini (1927-2012) nel 1944 entra nella Compagnia di Gesù una delle maggiori congregazioni religiose della Chiesa cattolica. Studia presso l'Istituto Sociale, la Scuola dei Padri Gesuiti a Torino, e diviene sacerdote cattolico il 13 luglio 1952, ordinato nell'occasione dal cardinale Maurilio Fossati. 

    Consegue la laurea in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1958, con una tesi di dottorato dal titolo Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti; consegue poi una laurea in Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, durante i primi anni Sessanta. 

    Carlo Maria Martini diviene Rettore del Pontificio Istituto Biblico nel 1969 e ricoprirà tale incarico fino al 1978, quando passerà a guidare per due anni, sempre come Rettore, la Pontificia Università Gregoriana. 

    Alla fine del 1979 viene nominato Arcivescovo di Milano da Papa Giovanni Paolo II; Martini viene consacrato Vescovo poche settimane dopo, il 6 gennaio 1980. E' proclamato Cardinale il 2 febbraio 1983. Da allora diviene molto intensa la sua attività pastorale, tanto che molti ritennero fosse un possibile candidato nuovo Papa, quando l'anziano Giovanni Paolo II manifesta sempre più i segni della sua malattia. 

    Nel 1986 è nominato Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana. 

    Martini si ritira nel luglio 2002; decide di passare la maggior parte del proprio tempo a Gerusalemme, dove sceglie di vivere per dedicarsi agli studi biblici. 

    Nella sua carriera ecclesiastica è stato Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee dal 1986 al 1993. In veste di Cardinale ha partecipato al conclave del 2005, che ha eletto Papa il Cardinale Joseph Ratzinger (papa Benedetto XVI). In tale occasione il nome di Carlo Maria Martini è stato indicato dai media come quello che sarebbe stato sostenuto come alternativa al Cardinale Ratzinger; secondo i media, puntando su Martini, si auspicava la scelta di un Papa con vedute più ampie ed aperte alla modernità. 

    Nel 2002 riceve una Laurea Honoris causa in Scienze dell'Educazione, dall'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2006 l'Università Vita-Salute San Raffaele insignisce Martini di una Laurea Honoris Causa in Medicina. Nel giugno 2006 anche l'Università ebraica di Gerusalemme insignisce Martini di una Laurea Honoris Causa, questa volta in Filosofia. 

    Dal 15 febbraio 2007, al compimento dell'ottantesimo anno di età, sono decaduti tutti i suoi incarichi ricoperti nella Curia romana (ciò è disposto dal Motu Proprio "Ingravescentem aetatem" di Paolo VI del 1970). Martini non fa di conseguenza più parte del Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana. Continua invece ad appartenere, quale arcivescovo emerito, alla Conferenza Episcopale Lombarda. 

    Malato da tempo muore al Collegio Aloisianum di Gallarate (Varese) dove era in cura il 31 agosto 2012, all'età di 85 anni.

    Ha pubblicato Il problema storico della Risurrezione negli studi recenti (1959), Il problema della recensionalità del codice B alla luce del papiro Bodmer XIV (1966), Una traduzione commentata degli Atti degli apostoli (1970) e, insieme ad altri specialisti, ha edito criticamente The Greek New Testament (1993); altri studi sono stati raccolti in La parola di Dio alle origini della Chiesa (1980). Tra le sue pubblicazioni più recenti vanno ricordate: Verso Gerusalemme (2002); Il Vangelo di Paolo (2007); Conversazioni notturne a Gerusalemme (2008); Le ali della libertà. L'uomo in ricerca e la scelta della fede (2009); Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera (2009); Le età della vita (2010); Il vescovo (2012). 

  • Massimo Giuseppe Palazzi

    Massimo Giuseppe Palazzi (Somma Lombardo,1974) consegue nel 1993 la Maturità Classica presso il Liceo “G. Pascoli” di Gallarate a pieni voti. Ha ricevuto il IIº premio al XIII Certamen Ciceronianum di traduzione latina e commento e il Iº premio del I Certamen Daunum di poesia latina conferito dall’Associazione Italiana di Cultura Classica “Atene e Roma”.

    Si laurea in Giurisprudenza presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano con lode 1998 con la discussione della tesi dal titolo: L’illecito internazionale nell’esperienza giuridica romana repubblicana (1998). Nel 2002 consegue l’attestato di formazione superiore post-laurea presso la Scuola Avanzata di Formazione Integrata dell’Università degli Studi di Pavia a seguito di percorso triennale. Nel 2003 consegue un dottorato di Ricerca presso l’Università degli Studi di Pavia in “Diritti del Tardo Impero Romano”.

    È cultore di Storia del Diritto Romano presso l’Università Cattolica di Milano dal 1998 e assistente in Istituzioni e Storia del Diritto Romano presso l’Università dell’Insubria – Facoltà di Giurisprudenza di Como dal 1998.

    È iscritto all’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio dal 2001 e consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio dal 2011.

    Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: In radicibus Alpium. Testimonianze archeologiche da Cardano al Campo, Sesto Calende 1999, pp. 108; Antiche origini di Cardano al Campo attraverso le testimonianze archeologiche, in AA.VV., Cardano al Campo. Storia di una comunità laboriosa, Varese 2000, pp. 7-26; Gli stampatori di storia locale a Gallarate, in AA.VV., Editori e Tipografi a Varese. L’editoria nel circondario di Varese dal Settecento alla metà del Novecento, Atti del Convegno di Studi dedicati a Ernesto Redaelli, Varese 2001, pp. 295-310; L’insediamento preistorico della Lagozza di Besnate alla luce di un inedito manoscritto di Ercole Ferrario, in Rivista Archeologica dell’Antica Diocesi e Provincia di Como, 183 (2001), pp. 193-222; L’insediamento preistorico della Lagozza di Besnate alla luce di un inedito manoscritto di Ercole Ferrario (Samarate 1816-1897), in I libri di Samarate, nr. 39, 2004; Indice delle fonti di “E. Volterra, Il problema del testo delle costituzioni imperiali”, in Rivista di Diritto Romano On Line, 2002, pp. 15; Alarico e i foedera fra IV e V secolo. Aspetti delle relazioni internazionali fra Impero romano e Barbari in epoca tardoantica in AA.VV., Romani e Barbari: incontro e scontro di culture, Atti del Convegno Internazionale di Studi in occasione del XVI centenario della Battaglia di Pollenzo (402 d.C.), Bra 11-13 aprile 2003, Torino 2004, pp. 187-208; Annali di Gallarate di Luigi Riva (1759-1805) a cura di Massimo Palazzi in Annali di Gallarate. Frammento di un secolo di storia gallaratese, Gallarate 2007, pp. XXI, 313; Il restauro del libro antico. Il caso del manoscritto di Luigi Riva intitolato “Annali di Gallarate” con la collaborazione di Augusto Andreotti legatore in Gallarate (CD Rom); “I noni di nostrar vecc”. Tradizioni e usanze degli antichi cardanesi in epoca romana. Ricostruzione storica a cura di Massimo Palazzi, Gallarate 2008, pp. 27 (Collana “I quaderni della Pro Loco di Cardano al Campo, nr. 6 – 2008); “Archeologia di carta”. Descrizioni e memorie storiche degli eruditi tra Cinquecento e Ottocento, in Atti del Convegno in occasione del decimo anniversario di fondazione del Gruppo Archeologico DLF di Gallarate, Arsago Seprio 15 novembre 2008, Gallarate 2009; “Ercole Ferrario archeologo e l’avello fantasma di Samarate” (in corso di stampa);“La necropoli di via carreggia a Cardano al Campo. Mezzo secolo di scoperte in una delle aree sepolcrali più estese del territorio gallaratese” (in corso di stampa).

  • Ha conseguito la laurea in Lettere con una tesi intitolata I frammenti di Ennio e analisi computerizzata e tipologica delle varianti condotta sotto la guida del Prof. Roberto Busa SJ. La tesi consiste in una lemmatizzazione morfo-sintattica dell'opera omnia di Quinto Ennio e della registrazione delle varianti testuali attestate in nove edizioni critiche dei testi enniani. Nell'anno accademico 2004-2005, ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in scienze della comunicazione, presso l'Università della Svizzera Italiana di Lugano, con una tesi intitolata Morfologia e struttura concettuale.

    Attualmente  Marco Passarotti svolge attività di ricerca nell'ambito della linguistica computazionale impegnandosi nel trattamento automatico della lingua latina sia a livello morfologico sia a livello morfo-sintattico e sintattico. Quest'ultima attività si concretizza nel lavoro di costituzione di una treebank della lingua latina, sulla base dei dati dell' Index Thomisticus di Padre Roberto Busa (l'opera omnia di Tommaso d'Aquino registrata su supporto elettronico e lemmatizzata morfologicamente): quest'ultimo progetto, nominato Index Thomisticus Treebank, da lui diretto all'Università Cattolica di Milano.

    Ha pubblicato una trentina di articoli su atti di Congressi e riviste nazionali ed internazionali.
Due sue proposte di progetto sono state finanziate da parte del CNR nell'ambito delle Attività di Promozione della Ricerca (Tipologia: Progetto Giovani) 2004 e 2005. I titoli dei progetti finanziati sono i seguenti: Per una strutturazione del lessico latino su base morfologica (2004) e LTB (Lessico Tomistico Biculturale). Dall'Index Thomisticus alla prima treebank della lingua latina (2005).
Ha organizzato, con David Bamman (Tufts University, Boston) e Dag Haug (Università di Oslo), il workshop Computational Linguistics and Latin Philology, tenutosi a Innsbruck il 6 Aprile 2009 nell'ambito del XV Colloquio Internazionale di Linguistica Latina.

  • Cesare Romiti Cesare Romiti nasce nel 1923 a Roma. Dopo essersi laureato in Scienze Economiche e Commerciali, entra a far parte, nel 1947, del Gruppo Bombrini Parodi Delfino, una società di Colleferro (in provincia di Roma) attiva nel settore chimico, tessile e meccanico di cui diventa direttore generale. Dopo la fusione dell'azienda con la Snia Viscosa, nel 1968, diventa direttore generale della nuova società Snia BPD, prima di assumere la stessa carica per Alitalia, direttamente nominato dall'Iri: è il 1970. Poco più tardi Cesare Romiti diventa anche amministratore delegato della compagnia aerea. 

    Ma gli anni Settanta sono quelli dell'arrivo alla Fiat: dopo un breve periodo alla Italstat (Società Italiana per le Infrastrutture e l'Assetto del Territorio SpA, impegnata nel settore dell'ingegneria civile), infatti, Romiti nel 1976 diventa direttore generale dell'azienda automobilistica torinese, nella quale rivestirà anche la carica di amministratore delegato e presidente del 1996 al 1998. 

    Romiti entra in Fiat nel momento in cui si sta espandendo con forza la crisi energetica; tra l'altro egli si impegna nel risanare dal punto di vista finanziario la società, portando a termine, a pochi mesi dalla nomina a amministratore delegato, l'operazione denominata Libyan Arab Foreign Bank, che porta alla costituzione della Lafico, banca statale di investimento libica attiva fino al 2006. 

    Sotto la sua guida il marchio torinese si espande sia a livello internazionale che a livello nazionale, consolidando gli stabilimenti produttivi sul territorio italiano. Dopo aver realizzato nuovi insediamenti in Venezuela e in Brasile, Romiti contribuisce alla creazione dell'Iveco e, nel settore delle telecomunicazioni, all'acquisizione della Società Telettra. Non solo: in questo periodo Romiti, oltre a dedicare particolare attenzione al campo dell'addestramento e della formazione del personale, si occupa anche della fusione con Alfa Romeo (rilevata dall'IRI) a Foggia nella Sofim. 

    Alla fine degli anni Settanta, poi, deve fare i conti con questioni scottanti: non solo il terrorismo, ma anche i rapporti con i sindacati. Una prolungata vertenza con i sindacati, in particolare, si conclude con la sollevazione di quadri e impiegati dell'azienda, che impone ai sindacati stessi di accettare tutte le condizioni che fino a quel momento erano state rifiutate. 

    Uscito dalla Fiat nel 1998, diventa presidente di Rcs (carica che mantiene fino al 2004), e fonda Gemina, società finanziaria che controlla il gruppo editoriale di via Solferino. Poco dopo, entra a far parte anche di Impregilo, società di ingegneria e costruzioni di cui rimane presidente fino al 2006. 

    Nel frattempo, nel 2003, ha dato vita alla Fondazione Italia-Cina, della quale diventa presidente nel 2004: un'istituzione che riunisce aziende e imprenditori interessati a investire nel mercato cinese. 

    Dopo aver assunto la carica di presidente onorario di Rcs MediaGroup, Cesare Romiti nel 2005 entra nel patto di sindacato degli Aeroporti di Roma, mentre due anni più tardi esce dall'azionariato di Impregilo.

    Autore di diverse pubblicazioni nel settore industriale ed economico, è il presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Roma, e titolare di ben quattro lauree honoris causa, di cui è stato insignito sia in Italia che all'estero. 

    Oltre ad aver scritto i libri Questi anni alla Fiat (un'intervista di Giampaolo Pansa del 1988 relativa all'esperienza nell'azienda piemontese) e Etica ed economia (scritto nel 1990), è membro della giunta di Federmeccanica, dell'Associazione Unione Monetaria Europea, dell'International Association for the Promotion and Protection of Private Foreign Investments e del consiglio direttivo di Confindustria.

  • Matteo Scaltritti Matteo Scaltritti è architetto, dottore di ricerca in Programmazione Manutenzione e Riqualificazione dei sistemi edilizi ed urbani, assegnista di ricerca e professore a contratto di tecnologia dell’architettura presso il Politecnico di Milano. Svolge attività professionale e di ricerca nell’ambio della valorizzazione dei beni culturali con una particolare attenzione agli ambiti archeologici. Ha collaborato con Università, Soprintendenze ed enti di ricerca. Ha pubblicato studi in forma di articoli e pubblicazioni su riviste e contributi in libri. Membro della redazione della Rassegna Gallaratese di Storia ed Arte. Dal 2012 è Presidente della Società Gallaratese per gli studi Patri.

    Tra le sue pubblicazioni: Santa Maria Rotonda in Vico Seprio, 2003; La chiesa di San Vittore a Oggiona: aspetti architettonici, 2004; Oggiona Santo Stefano Una comunità del Seprio nella storia, 2004; Progetto di musealizzazione dello scavo archeologico di Santa Maria della Rocchetta a Paderno d’Adda, in L’eredità di Cornate d’Adda, Scavi archeologici dal 1995 al 2003, 2004; La ricerca archeologica nel territorio varesino, Rassegna Gallaratese di storia ed arte, n°129, Franco Angeli, 2009; L’approccio prestazionale alla risorsa culturale, il Progetto sostenibile, n°22/23, EdicomEdizioni, pp. 22-27, 2009;Il museo archeologico – storico – artistico della Società Gallaratese per gli Studi Patri, in R. C. De Marinis, S. Massa, 2009; Alle origini di Varese e del suo territorio. Le collezioni del sistema archeologico provinciale, L’erma di Bretschneider, 2009; La prevenzione del danno stratigrafico nella manutenzione delle strutture archeologiche, in XXVI Convegno internazionale Scienza e Beni Culturali, 2010; Architettura e Archeologia: coerenze e specificità nella definizione dei processi di cura, 2010; Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive, Alinea, Firenze, 2010; Il caso studio dell’area centrale di Roma. Report, 2010; Prevenzione e manutenzione per i beni culturali edificati. Procedimenti scientifici per lo sviluppo delle attività ispettive, Alinea, Firenze, 2010; Attività ispettiva sull'area archeologica di Pompei, 2011; Pompei Archaeologia, progetto di conservazione e fruizione del patrimonio archeologico, Electa, 2011.

  • Raffaele SimoneRaffaele Simone (Lecce, 1944) è ordinario di Linguistica Generale dal 1980. Ha insegnato in diverse università italiane prima di passare alla Sapienza di Roma (1980) e poi a Roma Tre (1992). Ha fatto parte del Consiglio di Amministrazione e del Senato Accademico dell'Università Roma Tre ed è stato Direttore del Dipartimento di Linguistica (1995-2008). Ha fondato e coordina il TRIPLE – Tavolo di Ricerca sulla parola e il Lessico. È stato Vicedirettore della Redazione Multimediale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana (1972-1986). È consulente editoriale, ha diretto collane editoriali e collabora ai principali giornali italiani. Ha fatto parte di commissioni e comitati ministeriali per la redazione di programmi educativi e per la diffusione della lingua italiana all’estero.

    Oltre che linguista di reputazione internazionale, Raffaele Simone è autore di numerosi saggi di analisi della cultura e di fortunati pamphlet. Ha ideato e diretto opere lessicografiche tra cui Dizionario dei sinonimi e dei contrari, 2003, e il vocabolario Il Treccani, 2003. Tra i suoi libri, diversi dei quali tradotti in più lingue: Il sogno di Saussure, 1992; L’università dei tre tradimenti, 1993 e 2000; Idee per il governo delle Università, 1993; Iconicity in Language, 1995; Fondamenti di linguistica, 1990 e XV° edizione 2004; La terza Fase. Forme di sapere che stimo perdendo, 2000 e VIII° edizione 2002; La mente al punto, 2002. Con Garzanti ha pubblicato Il paese del pressappoco. Illazioni sull’Italia che non va, 2005; Il mostro Mite. Perché l’Occidente non va a sinistra, 2008. È autore anche di un romanzo, edito da Garzanti, Le passioni dell’anima, 2011.

  • Alberto Sironi Alberto Sironi (Busto Arsizio, 1940) si forma artisticamente alla Scuola d’Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Milano, sotto la guida di Giorgio Strehler e Paolo Grassi. Dopo aver lavorato per quattro anni come attore e aiuto regista al Piccolo Teatro, a partire dagli anni Settanta, collabora con la RAI come sceneggiatore e regista, svolgendo inchieste e reportage sia in Italia che all’estero. In particolare, per TV7 realizza, insieme al giornalista Beppe Viola, un’inchiesta su luci e ombre del mondo del calcio, Mercato di gambe. Nel 1978, firma sceneggiatura e regia di due telefilm tratti dalla raccolta di racconti Centodelitti di Giorgio Scerbanenco.Tra il 1987 e il 1990, scrive il soggetto originale della serie televisiva Eurocops, dirigendo i tre episodi interpretati da Diego Abatantuono nei panni del commissario Corso.
    Nel 1995, dirige Il grande Fausto, un film televisivo in due puntate sulla biografia del campionissimo Fausto Coppi, con Sergio Castellitto, Ornella Muti e Bruno Ganz, un’opera alla quale dedica tre anni d’intensa attività, assicurandosi collaborazioni importanti alla sceneggiatura come quelle di Gianni Celati e Giuseppe Tornatore.
    Prima di tornare alla regia, nel 1998, con il film televisivo Una sola debole voce, scrive e dirige per la radio Rimorsi, uno sceneggiato in ottanta puntate. A partire dal 1999, firma la regia delle quattro serie dedicate a Il Commissario Montalbano, tratte dai best-seller di Andrea Camilleri. Ha anche diretto il film per la televisione Il furto del tesoro, sempre interpretato da Luca Zingaretti.

  • Mario Soldati (1906-1999) compie i primi studi a Torino, sua città natale, presso i Gesuiti. In seguito frequenta ambienti dell'intellettualismo liberale e radicale, raccolti intorno alla figura di Piero Gobetti. Consegue la laurea in Lettere e in seguito frequenta l'Istituto superiore di storia dell'arte, a Roma.  Nel 1924 scrive la commedia teatrale Pilato. Nel 1929 pubblica il suo primo libro di racconti: Salmace per le edizioni della rivista letteraria "La Libra" diretta dall'amico Mario Bonfantini. Intraprende nel frattempo le sue frequentazioni con pittori e con gli ambienti cinematografici. Qui da un primo apprendistato di sceneggiatore approderà anche alla regia. La sua è una formazione chiaramente post-romantica: porta sugli schermi numerosi romanzi della fine dell'Ottocento, come Piccolo mondo antico (1941), Malombra (1942). Produce per il cinema Le miserie di Monsù Travet (1947), da una commedia di Bersezio; Eugenia Grandet di Balzac, e La provinciale di Alberto Moravia (1953). Dopo il conseguimento di una borsa di studio nel 1929, si sente a disagio nell'Italia fascista e si trasferisce negli Stati Uniti dove rimane fino al 1931, e dove ha l'occasione di insegnare in un college. Dalla sua permanenza presso la Columbia University nasce il libro America, primo amore, il resoconto romanzato delle sue esperienze negli Stati Uniti, diventerà nel 1934 anche una fiction. Mario Soldati è una figura anomala nel panorama letterario italiano del Novecento; la critica è stata spesso avara e piuttosto restìa a cogliere l'unitarietà della sua opera. La colpa - o forse il merito - è dello stesso Soldati, il quale è sempre stato incline a sdoppiarsi e a spiazzare, mosso dalla sua verve umana e artistica. Oggi è considerato uno dei massimi testimoni letterari dell'Italia del Novecento.  Soldati è uno scrittore "visivo" e "visionario": con uno sguardo educato alle arti figurative, sa rendere un turbamento d'animo con la precisione prospettica di un paesaggio, come sa aggiungere commozione umana alla descrizione di cose inanimate.  La produzione narrativa di Mario Soldati è assai vasta: tra le sue opere ricordiamo: La verità sul caso Motta (1937), A cena col Commendatore (1950), La giacca verde (1950), La Finestra (1950), Le lettere da Capri (1954), La confessione (1955), La busta arancione (1966), I racconti del maresciallo (1967), Vino al vino (1976), L'attore (1970), La sposa Americana (1977), El paseo de Gracia (1987), Rami secchi (1989). Le opere più recenti sono Opere, romanzi brevi (1992), Le sere (1994), Il concerto (1995).  Alla fine degli anni Cinquanta un passaggio al Musichiere di Mario Riva lo fa conoscere al grande pubblico. Nasce così un rapporto intenso con il mezzo televisivo. Le celebri inchieste Viaggio nella Valle del Po (1957) e Chi legge? (1960) sono reportage d'assoluto valore, precursori del miglior giornalismo televisivo che verrà.  Si è inoltre concesso il lusso di esperienze considerate tabù per uno scrittore italiano: si è prestato come testimonial per la promozione di un noto vino, ha recitato in Napoli milionaria accanto a Peppino De Filippo e Questa è la vita con Totò, e ha ideato, diretto e condotto programmi televisivi, anche con Mike Bongiorno.
  • Giovanni Tesio Giovanni Tesio (1946) è ordinario di letteratura italiana all’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, si è molto occupato di letterature dialettali e di letteratura piemontese. 

    Collabora con diverse riviste scientifiche tra le quali si possono citare “Belfagor, “Critica letteraria, “Giornale storico della letteratura italiana, “Italianistica, “Lettere italiane, “Studi piemontesi. Fa parte del comitato scientifico delle riviste “Studi piemontesi” (Torino), “Il parlar franco (Villa Verucchio, Ravenna) e “Studi mariniani (Grado). È condirettore della rivista “Letteratura e dialetti (Pisa-Roma) e dirige la collana di "Letteratura piemontese moderna" presso il Centro Studi Piemontesi (Torino). Collabora inoltre come critico letterario a “Tuttolibri ed a “La Stampa.

    Ha pubblicato alcuni saggi (l’ultimo, Novecento in prosa. Da Pirandello a Busi, nel 2011), molte antologie, una biografia di Augusto Monti, una monografia su Piero Chiara. Ha curato testi di Cesare Pavese, Lalla Romano, Goffredo Parise, Lucio Mastronardi, Primo Levi, Mario Lattes, Rosetta Loy, Vincenzo Consolo, Mario Soldati, Giovanni Arpino, Sebastiano Vassalli. Ha curato per Einaudi la scelta dall’epistolario editoriale di Italo Calvino, I libri degli altri (1991) e ha pubblicato recentemente per Interlinea I più amati. Perché leggerli? Come leggerli? (2012), un pamphlet in difesa della lettura, della letteratura e della poesia. È collaboratore abituale de “La Stampa”, “Tuttolibri”, “L’Indice dei libri del mese”. Fa parte del comitato scientifico della rivista “Studi Piemontesi” ed è condirettore della rivista “Letteratura e dialetti”.

  • Alan Turing

    Alan Turing (1912-1954) è considerato il padre dell'intelligenza artificiale. Nel 1931 venne ammesso al King's College dell'Università di Cambridge dove approfondì i suoi studi sulla meccanica quantistica, la logica e la teoria della probabilità. Nel 1934 si laureò con il massimo dei voti e nel 1936 vinse il Premio Smith (riconoscimento che veniva assegnato ai due migliori studenti ricercatori in Fisica e Matematica presso l'Università di Cambridge).La vita di Turing non fu però quella di un semplice professore di matematica o di informatica, ma si legò strettamente con gli avvenimenti storici e tragici della sua epoca.

    Turing giocò infatti un ruolo essenziale, proprio grazie alle sue competenze matematiche, nello sforzo bellico inglese. Durante la guerra partecipò e diresse un programma alla Government Code and Cypher School (GCCS) di Bletchley Park, l'istituzione alleata impegnata a decifrare i codici segreti nemici. Grazie anche al suo lavoro furono svelate molte tecniche di crittografia utilizzate dalle potenze dell'Asse, compresa quella usata dalla Marina italiana, che si basava su un apparecchio chiamato C-38. La crittografia utilizzava in quegli anni macchine che, attraverso una serie di rotori e ingranaggi, creavano le opportune combinazioni di segni. Turing riuscì a rendere ancora più efficiente questo approccio applicando tecniche statistiche sulla frequenza dei simboli utilizzati. Al termine del conflitto Turing continuò ad approfondire le sue ricerche sul concetto di procedura di calcolo e di algoritmo. Fu lui ad ideare il primo computer le cui istruzioni potevano risiedere unicamente nella memoria e non più su schede perforate: l'Ace, acronimo di Automatic Computing Engine. Il progetto originario fu ritenuto troppo ambizioso, ma nel 1950 si riuscì a realizzare un modello di Ace composto da 1450 valvole che operava alla velocità di 1MHz, allora la più elevata al mondo. E' proprio nel 1950 che Turing concepisce il suo test, un esperimento per capire se una macchina può essere o meno considerata intelligente. Persona incredibilente eclettica, Turing si interessò in quegli anni anche ad altri settori scientifici, occupandosi di biologia matematica.

    La sua vita, purtroppo, si concluse in modo tragico. Nel 1952 fu infatti processato per il reato, allora vigente nel Regno Unito, di omosessualità. Lo scienziato, dovendo scegliere fra la prigione e la castrazione chimica, optò per quest'ultima soluzione. Due anni dopo, il 7 giugno 1954, all'età di 41 anni, morì avvelenato dal cianuro contenuto in una mela, con una modalità che le autorità descrissero come suicidio, mentre i familiari definirono "accidentale". Solamente nel 2009 il premier inglese Gordon Brown, a seguito di una campagna internet, offrì scuse ufficiali per il trattamento subito dallo scienziato inglese. Un trattamento che ne abbreviò la vita, privando l'intera umanità di una persona che aveva saputo tradurre la matematica e la logica in scoperte tecnologie e scientifiche.

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