DUEMILALIBRI

GIGI MONCALVO

Agnelli segreti. Peccati, passioni e verità nascoste dell'ultima «famiglia reale» italiana
(Vallecchi, 2012)

Gianni Agnelli è scomparso da dieci anni. In questo tempo ha cominciato a incrinarsi il quasi totale silenzio stampa, determinato da forti pressioni torinesi e da una diffusa autocensura dei giornali italiani, che per anni ha circondato i "lati oscuri" della famiglia e dei suoi affari. Sono venuti alla luce misteri e ombre sull'impero Fiat, sulla figura dell'Avvocato, e sul superpotere di cui negli anni si sono impadroniti alcuni "consiglieri-cortigiani". Quanto emerge dalle "lettere segrete" di Edoardo Agnelli, dalle lacune dell'inchiesta sulla sua morte e dall'azione giudiziaria intrapresa da Margherita Agnelli contro Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron per ottenere il rendiconto del patrimonio segreto del padre custodito all'estero, consente di scoprire vicende inimmaginabili. Si stanno pian piano smascherando le strategie di oggi e di ieri di "usurpatori" che pur non portando il cognome degli Agnelli se ne sono appropriati parlando perfino a nome della famiglia, esercitando dietro le quinte un potere immenso e tradendo le volontà dell'Avvocato. Gigi Moncalvo, dopo essersi occupato dei retroscena legati all'eredità Agnelli nel precedente libro "I lupi & gli Agnelli", svela altre verità riguardanti Gianni e Marella, ma anche personaggi degli altri rami dell'ultima "famiglia reale" italiana. E soprattutto il ruolo dei misteriosi "consiglieri-cortigiani".

Gigi Moncalvo si è laureato in Scienze politiche con specializzazione Politico-Internazionale all'Università di Genova. Nel 1974 inizia la carriera giornalistica presso la cronaca de «Il Secolo XIX» di Genova. Nel 1975 passa al «Corriere d'Informazione» di Milano, per poi approdare al «Corriere della Sera», occupandosi della sezione politica; 1979 diventa caporedattore della sezione spettacoli e cultura. È del 1980 il passaggio, con Maurizio Costanzo, a «l'Occhio», in qualità di caporedattore centrale. Tre anni dopo è caposervizio della sezione tv e spettacoli de «Il Giorno». Dopo aver condotto alcuni programmi televisivi ed essere stato ospite come opinionista, Gigi torna alla carta stampata negli anni Novanta, assumendo prima la direzione del settimanale «Il Nostro Giornale» e poi la direzione del quotidiano «La Padania» di Milano tra il 2002 e il 2004.
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