DUEMILALIBRI

MARCO ALBINO FERRARI

Montecristo. Dentro i segreti della natura selvaggia
(Laterza, 2015)

"Le eriche, i rosmarini, i cisti selvatici ora sono immobili, spargono i loro profumi dolciastri nella bonaccia. Il mare è immoto, i gabbiani lanciano i loro gridi ripetuti. Poi, d'un tratto, da lontano, il mare cambia colore. Da una parte, vicino ali isola, rimane blu intenso: dall'altra, verso l'orizzonte, prende un tono biancastro, con riflessi d'acciaio. È l'effetto dell'incresparsi delle onde. Il maestrale investe l'isola, di colpo, con tutta la sua potenza: i marosi si infrangono sui liscioni a picco, gli ericeti si piegano sotto le raffiche. Tutta l'isola si gonfia, si scuote." Per la prima volta dall'istituzione della Riserva di Montecristo (1971 ) è stato concesso a un osservatore d'eccezione di vivere e muoversi liberamente sull'isola. Un'esperienza unica, fatta di silenzi e incontri inattesi. Osservando il suo tesoro naturale, Montecristo diventa l'occasione per riflettere sul rapporto tra l'uomo e l'ambiente ponendoci di fronte a temi che trascendono i suoi stessi confini fisici. Per trasportarci come su un'Arca di Noè in uno spazio universale.

Marco Albino Ferrari, nato a Milano nel 1965, è giornalista e scrittore. Inizia a collaborare con riviste specializzate nel settore della montagna dai primi anni Novanta, dopo aver praticato alpinismo (soprattutto sul Monte Bianco: Pilone Centrale del Frêney, Grandes Jorasses, Drus, Grandes Capucin…). Nel 1992 è assunto dalla rivista “Alp” come redattore, e nel 1999 diventa direttore responsabile della testata. Abbandonato l'alpinismo, si dedica a viaggi in luoghi esotici per realizzare reportage che sono pubblicati su settimanali: Il Venerdì, Panorama, Diario della Settimana. Nel 2002 fonda, con l’Editoriale Domus, la rivista “Meridiani Montagne”, di cui è direttore. Scrive su diverse testate italiane e straniere. Ha pubblicato numerosi libri tra cui "Frêney 1961" (Vivalda, 1996), il drammatico racconto di sette alpinisti guidati da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud, dispersi sul Pilone Centrale del Frêney (il pilastro più estremo del Monte Bianco).

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