DUEMILALIBRI

Giorgio Caponetti

LUNEDÌ 13 OTTOBRE

Ore 21.00 – Ridotto Teatro Condominio


GIORGIO CAPONETTI
Quando l’automobile uccise la cavalleria (Marcos y Marcos, 2011)
Sono giovani, ci credono. Vogliono cambiare il mondo. Federigo Caprilli è il cavaliere volante. Bello, imprudente, sensuale: fa girare la testa alle principesse. Con il sorriso sulle labbra cavalca leggero, libera la potenza del cavallo, lo guida con una carezza sul collo. E salta più in alto di chiunque altro prima. Emanuele Cacherano di Bricherasio è il conte rosso: ama il bello nell'arte, nella musica, nei motori. Sogna un progresso tecnologico che sfami il popolo, un'industria alleata delle classi lavoratrici. Finanzia una piccola fabbrica di automobili, ne sogna una più grande. E i suoi sogni sembrano realizzarsi l'11 luglio 1899, quando insieme ad altre menti e capitali fonda la Fiat nel suo palazzo torinese. Caprilli e Bricherasio sono amici per la pelle. Si confidano progetti e segreti. Come quando Caprilli diventa maestro e campione internazionale, ma tardano ad arrivare i riconoscimenti che merita. Come quando Giovanni Agnelli assume il predominio in Fiat e Bricherasio si sente messo da parte, nutre strani timori. Poi Bricherasio muore all'improvviso, in circostanze oscure, mentre è ospite del duca di Genova nel castello di Agliè. Ha solo trentacinque anni. La sorella Sofia, disperata, si appoggia all'amico Caprilli, gli affida le carte del fratello. E tre anni dopo anche Caprilli muore all'improvviso, cadendo da cavallo per le vie di Torino, una sera d'inverno all'imbrunire.

Giorgio Caponetti è nato a Torino nel 1945. Dopo una brillante carriera di pubblicitario, si trasferisce in campagna, per diventare allevatore e addestratore di cavalli, istruttore d'equitazione, regista e conduttore di spettacoli e di documentari equestri. Il suo primo romanzo, "Quando l'automobile uccise la cavalleria", racconta la storia segreta della fondazione della Fiat; con "Due belle sfere di vetro ambrato" ha inaugurato la serie di avventure di Alvise Pàvari dal Canal, grande esperto di cavalli e grande viaggiatore, pericolosamente sensibile alle donne e al mistero.


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