DUEMILALIBRI

Guido Morselli

VENERDÌ 17 OTTOBRE

Ore 17.00 – Ridotto Teatro Condominio


GUIDO MORSELLI
Contro-passato prossimo (Adelphi, 1975)
Approfondimento di Valentina Fortichiari
Questo romanzo, forse il più sottilmente paradossale e ragionato di Guido Morselli, invece che a un possibile futuro ci guida a un «contro-passato prossimo» pieno di sorprese. Come avvenne che la Prima guerra mondiale fu vinta, non già dalle potenze dell’Intesa, e con esse dall’Italia, ma da quelle degli Imperi Centrali? E come si svolse la sconcertante Edelweiss Expedition, fulminea, ingegnosissima operazione militare con cui gli austriaci conquistarono nel giro di poche ore l’Italia settentrionale, dando così una svolta decisiva a tutta la guerra? E attraverso quali travagliate vicende sorse, negli anni immediatamente successivi, e sotto la guida di Rathenau, la UNOD (in italiano, Comunità Europea Democratica)? Prendendo le mosse dalle private elucubrazioni strategiche di un oscuro ufficiale nella Vienna del 1910, facendoci passare attraverso «una galleria di feluche, galloni, spalline, decorazioni», attraverso aule di Parlamenti e corridoi di Ministeri, colpi di mano militari, equivoci, sviste, inganni, manovre, astuzie, attentati, Morselli risponde a questi interrogativi, che certo faranno fremere i devoti del «Fatto, questo sacro mostro», ricostruendo davanti ai nostri occhi un passato ipotetico che ha un’allucinante concretezza, una tranquilla plausibilità, tale da indurci a concordare con lui che «il paradosso sta dalla parte dell’accaduto: dall’altra parte se ne sta, sconfitta, quella che chiamiamo (sebbene con ottimismo) ‘logica delle cose’». Il puntiglioso accanimento nell’inseguire il dettaglio – di cui si ha una prova sbalorditiva nella prima parte, dedicata alla descrizione della Edelweiss Expedition –, la trascinante vena ironica e polemica, la lucidità nel percepire i rapporti fra le forze politiche ed economiche e nell’inserirvi l’azione dei singoli, da Rathenau a Hindenburg, da Giolitti a Lenin, rendono continuamente provocante la lettura di questo romanzo, che è insieme una macchina fantastica nutrita da un sottile estro teatrale e un rovente pamphlet contro la superstiziosa ossequienza alla Storia, che tanto spesso ha impedito e impedisce di vedere come la storia di fatto avviene.

Valentina Fortichiari è nata e vive a Milano. Ha lavorato per molti anni in editoria, dirigendo le relazioni esterne. Pubblicista, docente universitaria a contratto (insegna comunicazione), scrittrice, ha esordito nella narrativa con il romanzo Lezione di nuoto - Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda, 2009; Premio letterario Grazia Deledda, 2010 e Premio Rapallo, sezione Annamaria Ortese). Da molti anni inoltre studia e cura le opere di Guido Morselli, al quale ha dedicato un Invito alla lettura (Mursia, 1984) e Guido Morselli: immagini di una vita (Rizzoli, 2001). Ha pure curato le opere di Cesare Zavattini: il Diario cinematografico (Bompiani. 1979) e il carteggio Bompiani-Zavattini, Cinquant’anni e più (Bompiani, 1995).

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