DUEMILALIBRI

Venerdì 17 Ottobre 2014

VENERDÌ 17 OTTOBRE

Ore 21.00 – Ridotto Teatro Condominio


SERGIO VALZANIA
La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l'Italia provocò la prima guerra mondiale. Di Franco Cardini e Sergio Valzania (Mondadori, 2014)
All'inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L'Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche tempo prima. Nel 1911 l'Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l'unico elemento di instabilità viene dall'impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace fra le potenze del continente, è l'Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le province ottomane di Tripolitania e Cirenaica. Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone la sovranità nominale, sull'esempio dell'Egitto e dell'Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l'impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all'impero ottomano.

Sergio Valzania (Firenze 1951), storico e studioso della comunicazione, autore radiofonico e televisivo, dal 2002 al 2009 ha diretto i programmi radiofonici della Rai. Dal 2001 insegna all'Università di Genova e dal 2010 alla Luiss di Roma. Ha scritto su «La Nazione», «Avvenire», «la Repubblica», «il Giornale», «L'Indipendente», «Liberal». Fra le sue opere di storia militare pubblicate ricordiamo: Jutland (2004), Austerlitz (2005), Le radici perdute dell'Europa (con Franco Cardini, 2006), Wallenstein (2007) e I dieci errori di Napoleone (2012).

VENERDÌ 17 OTTOBRE

Ore 18.00 – Museo Maga


GIORGIO LA MALFA
Cuccia e il segreto di Mediobanca (Feltrinelli, 2014)
"Enrico Cuccia è stato certamente uno dei maggiori protagonisti della vita economica italiana della seconda metà del Novecento": inizia così il ritratto che ne fa Giorgio La Malfa, il quale ha avuto modo di lavorare con lui a Mediobanca e di conoscerlo da vicino. Quando si parla di Cuccia non si può però non parlare anche della sua creatura, Mediobanca appunto, un istituto di credito specializzato nei finanziamenti a medio termine nato nel 1946 dalle tre Banche di interesse nazionale (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano e Banco di Roma), di cui egli fu direttore generale sin dal principio e dove rimase fino agli anni novanta con la carica di presidente onorario. Ma per capire il pensiero e la personalità di Cuccia occorre risalire a prima, come fa La Malfa, agli anni di formazione, ai suoi soggiorni all'estero, a Parigi e Londra, alle esperienze fatte all'Iri e alla Comit. Del periodo di Mediobanca vengono poi qui presi in considerazione alcuni episodi e momenti salienti, quali sono stati lo scontro con l'Iri di Romano Prodi riguardo alla privatizzazione della banca, l'affaire Sindona con le minacce rivolte contro Cuccia e Giorgio Ambrosoli, il rapporto ambivalente con Raffaele Mattioli. Si evidenziano così le idee fondamentali e i principi su cui Cuccia ha via via costruito il lavoro di Mediobanca, come la distinzione tra banche di investimento e banche commerciali, l'importanza del credito industriale, la necessità dell'indipendenza dell'istituto...

Giorgio La Malfa è nato a Milano il 13 ottobre del 1939. Laureato in Giurisprudenza nel 1961 a Pavia, ha conseguito nel 1964 la laurea in Economia politica all’Università di Cambridge. Dal 1964 al 1966 ha perfezionato gli studi presso il Massachusetts Institute of Technology.  Ha insegnato Economia politica e Politica economica nelle Università di Napoli, Milano e Torino ed è stato professore ordinario di Politica economica all’Università di Catania. Deputato al Parlamento italiano per il Partito Repubblicano Italiano per undici Legislature. Deputato al Parlamento europeo dal 1989 al 1991 e dal 1994 al 1999. Nella sua attività parlamentare è stato Presidente della Commissione Industria nel 1979;
Presidente della Commissione Affari Esteri dal 1983 al 1987;
 Presidente del Comitato per la Legislazione nel 1988;
Presidente della Commissione Finanze dal 2001 al 2005. Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nel secondo governo Cossiga, nel governo Forlani e nel primo e secondo governo Spadolini dal 1980 al 1982. Ministro per le Politiche Comunitarie e Coordinatore nazionale per la Strategia di Lisbona nel terzo Governo Berlusconi 2005 – 2006.

VENERDÌ 17 OTTOBRE

Ore 17.00 – Ridotto Teatro Condominio


GUIDO MORSELLI
Contro-passato prossimo (Adelphi, 1975)
Approfondimento di Valentina Fortichiari
Questo romanzo, forse il più sottilmente paradossale e ragionato di Guido Morselli, invece che a un possibile futuro ci guida a un «contro-passato prossimo» pieno di sorprese. Come avvenne che la Prima guerra mondiale fu vinta, non già dalle potenze dell’Intesa, e con esse dall’Italia, ma da quelle degli Imperi Centrali? E come si svolse la sconcertante Edelweiss Expedition, fulminea, ingegnosissima operazione militare con cui gli austriaci conquistarono nel giro di poche ore l’Italia settentrionale, dando così una svolta decisiva a tutta la guerra? E attraverso quali travagliate vicende sorse, negli anni immediatamente successivi, e sotto la guida di Rathenau, la UNOD (in italiano, Comunità Europea Democratica)? Prendendo le mosse dalle private elucubrazioni strategiche di un oscuro ufficiale nella Vienna del 1910, facendoci passare attraverso «una galleria di feluche, galloni, spalline, decorazioni», attraverso aule di Parlamenti e corridoi di Ministeri, colpi di mano militari, equivoci, sviste, inganni, manovre, astuzie, attentati, Morselli risponde a questi interrogativi, che certo faranno fremere i devoti del «Fatto, questo sacro mostro», ricostruendo davanti ai nostri occhi un passato ipotetico che ha un’allucinante concretezza, una tranquilla plausibilità, tale da indurci a concordare con lui che «il paradosso sta dalla parte dell’accaduto: dall’altra parte se ne sta, sconfitta, quella che chiamiamo (sebbene con ottimismo) ‘logica delle cose’». Il puntiglioso accanimento nell’inseguire il dettaglio – di cui si ha una prova sbalorditiva nella prima parte, dedicata alla descrizione della Edelweiss Expedition –, la trascinante vena ironica e polemica, la lucidità nel percepire i rapporti fra le forze politiche ed economiche e nell’inserirvi l’azione dei singoli, da Rathenau a Hindenburg, da Giolitti a Lenin, rendono continuamente provocante la lettura di questo romanzo, che è insieme una macchina fantastica nutrita da un sottile estro teatrale e un rovente pamphlet contro la superstiziosa ossequienza alla Storia, che tanto spesso ha impedito e impedisce di vedere come la storia di fatto avviene.

Valentina Fortichiari è nata e vive a Milano. Ha lavorato per molti anni in editoria, dirigendo le relazioni esterne. Pubblicista, docente universitaria a contratto (insegna comunicazione), scrittrice, ha esordito nella narrativa con il romanzo Lezione di nuoto - Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda, 2009; Premio letterario Grazia Deledda, 2010 e Premio Rapallo, sezione Annamaria Ortese). Da molti anni inoltre studia e cura le opere di Guido Morselli, al quale ha dedicato un Invito alla lettura (Mursia, 1984) e Guido Morselli: immagini di una vita (Rizzoli, 2001). Ha pure curato le opere di Cesare Zavattini: il Diario cinematografico (Bompiani. 1979) e il carteggio Bompiani-Zavattini, Cinquant’anni e più (Bompiani, 1995).

VENERDÌ 17 OTTOBRE

Ore 10.00 – Teatro Condominio


PORCO ROSSO
Regia di Hayao Miyazaki (Giappone, 1992)
Marco Pagot è un asso dell'aviazione militare italiana che, in seguito ad un misterioso incidente durante la Prima Guerra Mondiale, assume per magia l'aspetto di un maiale antropomorfo. Con il nome di battaglia di Porco Rosso, a bordo del suo idrovolante vermiglio, decide di ritirarsi dal mondo militare e di guadagnarsi da vivere facendo il cacciatore di taglie. Ma l'arrivo del pilota americano Curtis, assoldato dai Pirati del Cielo, lo costringerà a nuove battaglie sui cieli dell'Adriatico, continuando a combattere contro il fascismo per la salvaguardia dell'umanità e per la riconquista di un perduto amore.

Proiezione riservata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado


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