DUEMILALIBRI

Mercoledì 16 Ottobre 2013

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE

Ore 21.00 – Scuderie Martignoni


Mauro Ozenda, Laura Bissolotti
Sicuri in rete. Guida per genitori e insegnanti all'uso consapevole di Internet e dei social network
Hoepli, 2012

Facebook, Google, YouTube... Nell'era di Internet, per la prima volta nella storia, i genitori ne sanno meno dei figli. Nella vita reale gli adulti sono quasi sempre in grado di impartire consigli sulla base dell'esperienza, ma nel mondo virtuale spesso non ne sono capaci. Il problema è che reale e virtuale non sono mondi separati, ma un continuum e un intreccio. Per difendersi dai nuovi pericoli della rete non è necessario essere dei tecnici, basta un po' di informazione e di volontà per seguire i giovani sul loro terreno comunicativo. Questo libro, interamente a colori e ricco di schermate esplicative, permette di colmare il gap generazionale e l'incomunicabilità con i nativi digitali: dalla spiegazione delle dinamiche sociali del web 2.0 all'analisi delle risorse didattiche presenti in rete, dai consigli tecnici per difendersi da virus e truffe a come operano i pedofili online, con un'attenzione non solo per i computer, ma anche per gli smartphone.

Mauro Ozenda, consulente informatico di lunga esperienza, segue percorsi formativi sull'uso sicuro di Internet in collaborazione con realtà come Microsoft e Unicef, e organizza convegni su rete e minori con Lions International e Polizia Postale e delle Comunicazioni.

Laura Bissolotti, psicologa, è un'esperta di psicologia giuridica e della rete impegnata soprattutto nel campo delle nuove dipendenze legate al virtuale. Collabora con le associazioni Unicef e Mani colorate.

Presentazione a cura dell'Associazione PerCorsi Senz'Età nell'ambito del percorso formativo di tutela dei minori sul web "SKIPPERNAVIG@NDO" patrocinato da Polizia di Stato.

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE

Ore 17.00 – Palazzo Borghi (Un tè… in Comune)


Enzo Ciaraffa
L'armata emotiva.  L'emotività è l'arma segreta degli italiani o la loro prima emergenza nazionale?
CASA edizioni, 2012

L'Armata emotiva: sprazzi di storia del nostro Paese, analizzata in modo semiserio – ma mai dissacrante – da un vecchio soldato. L'autore ha basato il libro sul presupposto che l'Italia e le sue Forze Armate recano in sé i germi dei medesimi vizi e virtù. A fare da collante tra gli uni e gli altri egli pone quella che ritiene essere l'arma segreta degli italiani, ossia l'emotività, quell'emotività che a volte si è rilevata una risorsa, altre volte una vera emergenza nazionale. Seguendo questo filo conduttore, il libro è un inseguirsi di personaggi e di episodi, alcuni del tutto sconosciuti, che raccontano in modo diverso la storia del nostro Paese. Alla fine, però, la protagonista del libro, l'emotività, ne esce trionfante, giacché è proprio grazie ad essa "che le nostre Forze Armate sorreggono l'Anima con i denti da 150 anni".

Enzo Ciaraffa, nato in un paesino della Campania nel 1949, è Tenente Colonnello a riposo dell'Esercito Italiano, grado conseguito iniziando la carriera come militare di leva. Giornalista pubblicista, collabora con alcuni quotidiani e periodici, sia nazionali che locali. E siccome – parole sue – al peggio non v'è mai fine, ha deciso di co-fondare e dirigere il periodico varesotto "Echi Liberi".

Presenta il giornalista Matteo Inzaghi.

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE

Ore 9.00 – Scuderie Martignoni*
Ore 18.00 – Scuderie Martignoni


Tonio Attino
Generazione Ilva
Besa, 2013

C'erano i pescatori, i contadini, i pastori. Poi arrivò l'industria. Sradicò masserie e migliaia di ulivi sostituendoli con duecento ciminiere e con l'acciaieria più grande d'Europa. Negli anni Sessanta una città povera del Sud italiano divenne la più ricca di tutte grazie alla fabbrica dello Stato: l'Italsider. Richiamò americani e giapponesi, accolse trentamila lavoratori. Fu una rivoluzione. Cinquantadue anni dopo, Emilio Riva, l'imprenditore cui lo Stato ha consegnato la fabbrica nel 1995, è accusato dalla magistratura di disastro ambientale. Lo stabilimento in cui si produce un terzo dell'acciaio italiano è finito sotto sequestro e l'Ilva - la vecchia Italsider - non è più un sogno: uccide. Taranto è ripiombata nella disperazione, come se una macchina del tempo l'avesse riportata indietro di mezzo secolo. Ecco la storia di uno scandalo, di un fallimento, di una generazione illusa dall'età dell'acciaio. E di un Sud occupato e sfruttato in cui centinaia di migliaia di persone hanno osservato senza muovere un dito uno stravolgimento gigantesco. Eppure era tutto bellissimo. "Sembra di stare ai tropici" sussurrò Walter Tobagi quando, per un istante, volse la schiena alle ciminiere e guardò il mare.
Tonio Attino, giornalista, ha lavorato per "Quotidiano di Taranto", Lecce e Brindisi, per "La Stampa" di Torino, collaborato con diverse testate tra cui la Rai, "L'Indipendente", "Mf", "Capitale Sud" e ha insegnato diritto dell'informazione al master di giornalismo dell'università di Bari. Attualmente lavora al "Corriere del Mezzogiorno". Con Generazione Ilva si è aggiudicato il Premio Letterario Casentino 2013, riconoscimento speciale della giuria per sezione narrativa-saggistica.

Presenta la giornalista Rosi Brandi.

*Incontro per le scuole, aperto al pubblico

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